Una cicloturistica per tutta la famiglia.

Ogni anno migliaia di persone scelgono di trascorrere le proprie vacanze estive in un hotel per ciclisti a Cattolica.

Sia che si tratti di singoli sportivi, gruppi di amici o nuclei familiari, gli alberghi della Regina dell’Adriatico offrono servizi e confort ideali per il benessere, il divertimento e la sicurezza delle bici. Proprio per le famiglie si trovano tantissimi percorsi e piste ciclabili di bassa e media difficoltà, che consentono anche ai giovani ciclisti di percorrere itinerari bellissimi, sia sul lungomare che nell’entroterra. Il percorso di cui scriviamo oggi prevede circa 24 chilometri, semplici ed entusiasmanti, a cavallo tra due regioni, Emilia Romagna e Marche, e percorre zone di mare e collina, raggiunge l’antico e maestoso castello di Gradara (la principesca rocca malatestiana che veglia il confine della Romagna), il centro storico di Tavullia (meta, tra l’altro, di tantissimi fan del motociclismo per la presenza del fan club e del ristorante di Valentino Rossi) e i verdi campi di San Giovanni in Marignano.

Ma andiamo per gradi.

Partiamo assieme ai nostri ragazzi dall’hotel per ciclisti di Cattolica in cui abbiamo scelto di alloggiare, borracce piene e tanta voglia di divertimento nei polmoni. Imbocchiamo da subito via Garibaldi, la strada che attraversa la città e alla quale si collegano tutte le località principali, come la stazione e il casello autostradale.

Ci dirigiamo a sud, superando il ponte sul torrente Tavollo e girando a destra alla prima rotonda. Troveremo già le indicazioni per il Comune di Gradara. Seguiamole e procediamo sempre dritto, superando diverse rotonde lungo la SP 47 e intraprendendo la prima delle due salite di questo percorso. Niente di estremamente impegnativo, queste salite fanno il solletico anche ai ciclisti meno esperti. Arriveremo sino ai piedi delle mura, ma per raggiungere proprio l’arco d’ingresso del castello, dobbiamo impegnarci in un tratto in salita più ripido, e superare un paio di tornanti. Regoliamo bene i rapporti e arriviamo velocemente dentro alle mura del castello, dove possiamo approfittare per fermarci e visitare i negozi deliziosi incastonati tra i mattoni antichi.

Ripartiamo poi virando il manubrio della nostra bicicletta da corsa verso Tavullia, prendiamo la SP 39 e proseguiamo dritto, sempre dritto, attraversando colline e campi agricoli, avvolti da un panorama davvero suggestivo. Abbiamo quasi 7 chilometri davanti a noi, fatti di morbidi saliscendi e per fortuna non troppo trafficati. Per raggiungere il Comune di Valentino Rossi dobbiamo badare bene di voltare a destra al bivio tra la SP 39 e la SP 100, ma la segnaletica è piuttosto chiara, e sbagliare è quasi impossibile. L’ultimo chilometro che ci separa dal centro storico di Tavullia è più impegnativo, tutto in salita, ma è l’ultima piccola impresa che ci attende in questo itinerario ciclistico per famiglie.

Siamo dunque arrivati al giro di boa del percorso, ma per la strada di ritorno non percorriamo la stessa dell’andata, scegliamo invece di attraversare i campi di San Giovanni in Marignano. Scendiamo dunque in una lunghissima discesa di quasi quattro chilometri per arrivare, dopo qualche altra falcata, nel centro della città. Anche in questo caso, non ci sono deviazioni, dobbiamo semplicemente andare dritto e arriveremo direttamente a destinazione. Giunti a San Giovanni, invece di scegliere la strada più breve per rientrare a Cattolica, allunghiamo leggermente il ritorno passando affianco al verde campo da golf, quindi, raggiunta la rotonda in fondo la lunga discesa da cui veniamo, andiamo dritto, superiamo il sottopassaggio poi voltiamo a sinistra, alla rotonda successiva sempre dritto, e alla quarta rotonda, finalmente, voltiamo a destra ed eccoci accanto ai campi verdi.

Ora per rientrare proseguiamo verso Montalbano e ci ricolleghiamo velocemente a Cattolica. Finisce qui la cicloturistica per famiglie verso l’entroterra romagnolo. Un’altra, altrettando affascinante, percorre la costa, ma la racconteremo in un altro post. Come si dice in questi casi, questa è un’altra storia.

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