Pochi chilometri ma buoni

Nella botte piccola c’è il vino buono, dipende, e in una manciata di chilometri, meno di settanta, c’è un percorso davvero entusiasmante nell’entroterra romagnolo. Molti ciclisti snobbano i percorsi brevi, altri invece, meno allenati, scelgono proprio quelli, altri ancora non badano alla lunghezza ma alla tipologia di tragitto. Ecco, questo itinerario è dedicato proprio a questa categoria di ciclisti. La difficoltà è notevole, non estrema come la scalata del Carpegna o la Pantanissima, ma le salite che si incontrano sono davvero dure, e non adatte a chi non è abbastanza allenato; stesso discorso vale per le discese, piuttosto lunghe e ripide, richiedono massima concentrazione e un’ottima padronanza del manubrio. Questa cicloturistica attraversa paesaggi pittoreschi e scenografici, con panorami da cartolina. Come al solito, partiamo dal nostro hotel per ciclisti di Cattolica dopo aver riempito le borracce e controllato la nostra bicicletta da corsa. Raggiungiamo velocemente Riccione, oltrepassando, sul lungomare, Misano Adriatico. Giunti alla Perla Verde dell’Adriatico, dopo un bel pieno di aria marina nei polmoni, prendiamo la strada verso l’entroterra, risalendo il fiume Marano in direzione Ospedaletto. Appena usciti dal Comune di Riccione inizieremo ad incontrare meno traffico lungo la strada ma soprattutto molto più verde attorno a noi, sempre di più (se così non fosse significa che abbiamo sbagliato strada). Superiamo dunque prima Ospedaletto poi Vecciano, e continuiamo a proseguire nella stessa direzione sino al primo bivio in cui troviamo le indicazioni per Montegiardino, in cui inizia, finalmente, la prima salita. È la prima e di sicuro una delle più dure di questo itinerario cicloturistico in Romagna, ma abbiamo percorso ancora pochi chilometri e il fiato e le gambe sono ancora in ottime condizioni. Arrampichiamoci in questa salita lunga circa 7 chilometri, spingendo forte sui pedali e godendoci il bellissimo panorama attorno a noi: verde a non finire, boschi, aria pulita e il mare in lontanaza. Raggiuna la vetta di Montelicciano possiamo fermarci in uno dei tanti spiazzali che troviamo lungo la strada per prendere fiato e osservare, senza fatica e preoccupazioni agonistiche, lo splendore delle colline romagnole. Se la salita che abbiamo appena scalato è stata piuttosto ripida, lo è anche la discesa in cui ci lanciamo ora: cinque chilometri in picchiata sino a Mercatino Conca. Entriamo qui in un delizioso paesino amatissimo dai ciclisti e dai cicloturisti romagnoli, è anche il centro di numerosi percorsi in bicicletta, nonché una delle tappe obbligatorie per chi ripercorre le strade e la storia di Marco Pantani. Controlliamo qui lo stato delle borracce, perché ci aspetta una nuova salita di circa 6 chilometri, impervia e acuta quanto la prima. Ci inoltriamo dunque nelle strade di Monte Altavelio, sempre affogati da panorami spettacolari, aree verdi sconfinate e il profumo dei boschi. Potremmo addirittura incontrare alcuni animali della foresta, come ricci, daini, volpi e (attenzione) istrici. In cima alla salita, intravediamo immediatamente la successiva discesa, nella quale seguiamo le indicazioni per San Giovanni. Arriviamo senza problemi sino a Tavoleto, e continuiamo a scollinare su e giù, più giù che su, sino a raggiungere la maestosa rocca di Motefiore, dove una breve pausa per ammirarne l’imponenza e il panorama è più che meritata. Inizia ora l’ultima ripidissima discesa, che collega Montefiore a Morciano di Romagna, discesa da non prendere sotto gamba e da affrontare con il massimo controllo del manubrio e dei freni, stando attenti ai tornanti bruschi e alle curve cieche. Raggiunto il Comune di Morciano il resto del percorso è tutto in pianura: prendiamo la strada principale che ci porta dritti dritti sino a San Giovanni in Marignano e poi, seguendo le indicazioni del casello autostradale, sino a Cattolica, giusto in tempo, dopo quasi tre ore di percorso, per sederci a tavola.

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